Temuto , inaspettato e inopportuno e' arrivato l'infortunio. La mia vecchia ernia del disco mi ha fatto interrompere per il momento l'appuntamento quotidiano con la corsa, la mia piu' grande passione. Ma io , dopo qualche giorno di stop totale e qualche esercizio di yoga mirato al recupero della schiena, pur dolorante, ho inforcato quel cavallo metallico che e' la mia mountain bike. Una mountain bike della prima ora, non ammortizzata, uno di quei prototipi del Decathlon economici ma anche molto resistenti. Cosi da una ventina di giorni circa, tutti i giorni , mi faccio un'ora circa di bicicletta. Anche perche' cosi tengo alto il mio metabolismo, lo mantengo accelerato e non mando a carte quarantotto sei mesi di corsa quotidiana. Dopo qualche giorno di cattivo umore, ecco che il buon umore endorfinico e' tornato e cosi l'appetito e la libido del movimento in generale e della ginnastica da letto in particolare. La bicicletta , che ho accettato e accetto con difficolta' riconoscendo alla corsa quell'essenzialita' primitiva e primigenia del movimento dell'uomo gazzella nella savana della vita contemporanea, comunque, con la sua antigravitazionalita' mi evita parecchi traumatismi . Pedalare in assenza di forte impatto, sia pur con scarpe adeguate, serve a preservare le articolazioni, come caviglie e ginocchia , ma anche e soprattutto la schiena, che quando si ha un'ernia del disco e' sempre foriera di problemi che derivano dall'infiammazione delle cartilagini presenti nei dischi della colonna, le quali, esacerbandosi, schiacciano il nervo sciatico e provocano dolore alla schiena e a tutta la coscia , nel mio caso, destra. Sto soffrendo meno, andando in bicicletta, anziche' dedicarmi al riposo assoluto, ma sto comunque soffrendo. Con la pratica dello yoga mirato e la bicicletta che contribuira' a tenere la mia muscolatura tonica, conto quanto prima di passare ad alternare a giorni corsa con bicicletta fino a completo e totale ripristino che anche altre volte c'e' stato. Anche se una volta non e' detto che sia come un'altra , specialmente se c'e' di mezzo il trascorrere del tempo. Ma io non mi arrendo, mi immolo alla scienza attraverso una mia ricerca personale e tutte le mie esperienze le metto al servizio di voi lettori, appasionati di corsa in primo luogo e di attivita' aerobiche in generale.
In settimana sono andato in piscina a Corsico, la piscina all'interno del parco della Giorgella. Un'ora di nuoto alternando stile libero a dorso. Ero con due mie colleghi di lavoro e nella vasca da venticinque metri ci saremo sparati un centinaio di vasche. Al termine eravamo esausti ma felici e le piadine e le birre medie a coronamento della giornata sono state il nostro piccolo premio per cla fatica catartica del nuoto. Ed ecco che da un infortunio che avrebbe dovuto condannarmi alla immobilita', con determinazione e forza di volonta', trasformando un problema in una risorsa, sto scoprendo, costretto ma va bene cosi, nuovi dimensioni aerobiche che mi stanno schiudendo le porte alla futura pratica del triathlon. Posto che l'alternanza delle tre discipline, dando requie di volta in volta a diversi distretti muscolo-scheletrici, contribuisce ad un allenamento piu' armonico. Anche se la corsa resta per me ,che mi immagino centauro greco , mentre sudo e fatico sotto il ritmo percussivo dei miei passi, la regina delle attivita' aerobiche. E sempre lo restera'. Adesso pero' e'il momento del meritato sofa'. Per oggi non metto piu' un passo. Del resto di fieno in cascina ne ho gia' messo parecchio. Ed e' questo il senso , in qualche modo, nel dire, di corsa solo quando corro
Poi però è passato. ... speriamo anche a me
RispondiElimina