Dopo quattro giorni in cui avevo un dolore lancinante all'anca sinistra, possibile riflesso dell'ernia del disco, quattro giorni di riposo attivo, con esercizi di qi gong e yoga, che servono per riallungare la muscolatura che la corsa accorcia, dopo una lettura approfondita di alcuni forum tematici sulla corsa, dove pericolosi dilettanti che hanno cognizioni empiriche superiori ai migliori ortopedici e medici, mezzanotte, inforco tuta aderente nera e scarpe turchese chiaro, una felpa con scritte rap ispaniche grigia, ed eccomi sul naviglio, alzaia Naviglio Grande, a Corsico. Nessuno sulla lingua di asfalto, mentre lentamente, ad andatura da chiacchierata, come avevo letto su un sito Albanesi.it che dava consigli per chi soffre di protrusioni discali o ernie-scoprendo che dopo i quaranta anni ne soffrono quasi tutti-comincio il mio allenamento notturno. Sul lato opposto, in mezzo il naviglio placido e gracidante, gli ultimi avventori della notte che non vogliono morire sui loro divani da domenica sportiva, senza per questo pensare minimamente a farlo di persona, fisicamente, sudor frontale, un po' di sport, sgasano nevrotici sgommando e lampeggiando tremuli abbaglianti che paiono ammiccanti occhiolini nel buio. Mano mano che corro, i dolori, riscaldandosi tendini, muscoli e ossa, si attenuano, fino a scomparire. Nessuna nostalgia di radiocuffie, ascolto i segnali del mio corpo. A meta' percorso di andata, che ho programmato di concludere in una quarantina di minuti, esercito il respiro yogico, lungo e lento e rilasso la muscolatura che sull'asfalto fa sempre un po' di fatica a trovare la giusta elasticita'. Poi chiudo gli occhi per lunghi tratti cercando di vedere attraverso gli occhi chiusi, buio nel buio, nonostante l'illuminazione notturna, sia pur fioca a molto Bagdad sotto le bombe di Clinton. Esercito la visione periferica, e immagino di guardare dietro, tanto l'immaginazione coincidera' perfettamente con la realta', asfalto deserto e solitario e sensazione di felicita' assoluta. Solo con i miei pensieri. Mentre dalla parta opposta della strada , sui marciapiedi dei ristorantini e dei locali, un gruppo di latini urla manhana por la manhana, un uomo e tre donne con gonne corte e gambe da ballerine, mulatte, capelli a coda di cavallo arabo e calata latinamerica sensuale, accattivante, fisiologicamente erotica. Sulla destra, seduti su delle panchine di legno, tre giovani ragazze bionde in tuta, biciclette parcheggiate a fianco, chiacchierano con due giovani punkettosi sulle bombe russe contro l'Isis che stanno ammazzando innocenti, come se fossero cani, o cavie da laboratorio. E cosi le voci della notte, che sono sempre le piu sagge , follemente sagge e interessanti, mi raggiungono, magnetofonali e , i sensi in festa per la corsa, mi entrano dentro accompagnandomi come una canzone ritmata dalla percussione dei miei passi sull'asfalto solitario e silenzioso. Visto che il traffico e' svanito, ormai, solo voci di gente che esce dai ristoranti o si e' appena ingollata una birra, la vita che scorre insomma e vince sempre su tutto il resto, crisi economiche, sentimentali o depressive.
Una volta giunto al ponte dell'avenida - anello che si snoda per viale Cassala e Liguria, passo in circolo dietro i piloni che sostengono la elevated e ritorno indietro. Adesso il silenzio e' ancora piu' assordante, assoluto e accattivante. Come un tuareg seminacammelli, nel blu notte dei miei pensieri , tengo un ritmo blando, da chiacchierata, con me stesso, e siamo gia' in due, in troppi , per una notte cosi bella che non chiede altro che lasciarsi ammirare, mentre sento l'acqua dei canali laterali che scorre come un vociare di mercato e le mie narici assorbono l'odore umido delle erbe cresciute copiosamente con le prime piogge autunnali. Quando passo all'altezza del pub Il Boccale, all'ingresso del locale alcune donne in carne , bicchiere in mano e sigarettaccesa, discutono animatamente. Posso sentire le loro voci ad un metro, ultima strana magia dei sensi acuiti dalla corsa, dalla meditazione in movimento, di questa notte. Mi aspettano 10 minuti di stretching e un litro di rooibos sudafricano condito con zenzero. Buona notte.
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