lunedì 3 agosto 2015
La teoria del cervello di Peter Pan che divora muscoli di zucchero filato.
Da due giorni corro di mattina presto. Purtroppo il resto del giorno devo lavorare quindi non corro piu' di 45 minuti. Risolvo il problema del post corsa dal momento che termino il training troppo sudato, che dico, liquefatto, per sdraiarmi su qualsivoglia panchina a fare addominali, con una serie di esercizi in piedi mutuati dal qi gong. Cosi non devo sdraiarmi su panchine luride dove di notte tuguriano in tanti. Ultimamente corro piu' lentamente ma, potrei dire, piu' inesorabilmente, se e' vero come e' vero che l'eta' diminuisce la velocita' ma aumenta la resistenza. Ho notato che ho problemi di propriocettivita'. Cerco di spiegarmi: la mente sente di poter forzare, sembra rinvigorita, ringiovanita e registra i miglioramenti dovuti all'allenamento, ma la muscolatura invecchia, perde in flessibiita', in duttilita', per cui se non si sta attenti e si forza in base agli impulsi della mente, le contratture , gli indurimenti, per non parlare dei crampi o addirittura degli strappi, sono sempre in agguato. Per cui con un adeguato controllo della mente sono stato in grado di correre piu' lentamente, con falcata breve, evitando traumi muscolari. Sono cose che ti suggerisce l'esperienza, l'attento ascolto dei segnali del corpo mentre corri. Un po' i dintorni di Corsico si sono svuotati. La mattina non si sente quasi piu' del tutto il rombo della automobili di chi va a lavorare. Molti sono partiti per le vacanze. Anche se sono sempre di meno degli anni scorsi. I posti per parcheggiare sono sempre difficili da trovare perche' tanta gente pur essendo in ferie non ha soldi per partire, per viaggiare.Per cui ho corso in un'atmosfera surreale, sullo sterrato verso Buccinasco, in mezzo a palazzi con le persiane abbassate{ per la gente in viaggio o presente in ferie sulla poltrona di casa}, quasi nessuno in giro. Il caldo e' finalmente sopportabile per cui correre e' davvero gradevole piu' che mai. Lo e' sempre ma il clima incide , decisamente. E quindi in questi due giorni ho portato a casa la teoria del cervello da Peter Pan che divora i muscoli di zucchero filato. Non mi illudo di vivere piu' a lungo degli altri. Potrei benissimo morire prima di qualche incallito fumatore o bevitore. Ma avro' comunque vissuto meglio. La mia energia superstite avra' memoria del sapore vero degli alimenti, dell'odore vero del sesso e della tranquillita' d'animo di un cuore sedato dalla fatica.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento